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Capoluogo: Safeport
Lingua ufficiale: inglese
Popolazione totale: 60.000 abitanti
Valuta: dollaro
Generali:
L'arcipelago è costituito da un'isola principale (Kahiwa Isle), quattro isole secondarie (Windy Isle, Slaves Isle, Nidawi Isle e Golden Isle) e una serie di isolotti minori.
Appartiene territorialmente agli Stati Uniti d'America, nella circoscrizione dello stato del New Jersey.
Cenni storici:
Inizialmente abitato da nativi nordamericani, l'arcipelago delle isole Kahiwa divenne una colonia dell'Inghilterra nel 1493, in seguito alla spartizione coloniale tra le grandi potenze europee. Costituì, in quel periodo, un punto di arrivo e smistamento merci, il centro nevralgico degli scambi tra Regno Unito e America del Nord.
Entrò a far parte degli Stati Uniti d'America insieme al territorio di New York. Successivamente, alcune delle sue isole (in particolare Slaves Isle) furono usate come sbarco delle grandi navi negriere provenienti dall'Africa.
Le prime trivellazioni petrolifere che fecero in parte la fortuna degli States, in parte la sfortuna degli indigeni del luogo, risalgono al 2003.
Economia:
Le Kahiwa sono isole particolarmente fertili da numerosi punti di vista.
Già in epoca precolombiana erano note per la ricchezza della loro terra, in grado di fornire sussistenza alle popolazioni locali. Anche attualmente, il clima temperato e le precipitazioni abbondanti permettono la coltivazione di numerosi cereali e verdure, tanto da rendere le popolazioni autoctone totalmente indipendenti dal punto di vista alimentare.
Perennemente battute dai venti e ricche di fiumi, le Kahiwa producono anche una massiccia dose di energia di natura eolica e idroelettrica.
La vera fortuna delle isole, tuttavia, è costituita dai ricchi giacimenti petroliferi scoperti verso l'inizio del ventunesimo secolo e attualmente sfruttati dagli Stati Uniti.
Ma la prosperità dell'isola non ne fa attualmente la ricchezza: tutte le risorse petrolifere vengono inglobate dalle società, che le rivendono poi a prezzo intero all'arcipelago.
Le isole:
L'arcipelago è composto da un'isola principale, quattro isole secondarie e una numerosissima serie di isolotti inabitati.
Kahiwa Isle:
Kahiwa Isle è l'isola centrale e quella più estesa dell'intero arcipelago. Rocciosa e percorsa da montagne piuttosto ripide nella sua parte centrale, il terreno diventa più pianeggiante e ospitale man mano che dall'interno ci si allontana verso le coste. Ricchissima di fiumi, la maggior parte dei quali nascono proprio dalle montagne interne, le Montagne Catori. Il fiume principale è il Cord River, nella parte nord dell'isola. L'Isola Kahiwa ospita inoltre il capoluogo dell'arcipelago: Safeport.
Golden Isle:
una delle isole secondarie, è situata a nord-ovest dell'arcipelago. Il suo nome - Isola d'Oro - è dovuta alla natura fertile del suo terreno, e ai conseguenti campi sterminati di grano e di cereali che caratterizzano il suo paesaggio.
Nidawi Isle:
situata a nord-est dell'arcipelago. E' l'unica delle isole secondarie che è rimasta totalmente inabitata. Il motivo è da attribuire ad una leggenda locale e diffusa in tutto l'arcipelago, che racconta di un personaggio storico, Nidawi, una nativa d'America, che riuscì a garantire per tutto il corso della sua vita la convivenza tra nativi e coloni sull'arcipelago. La sua morte, secondo la storia, segnò la fine della pace e l'inizio dello sterminio delle popolazioni locali. L'isola, che porta il suo nome, è rimasta a tutti gli effetti vergine, eccezion fatta per pochi e spopolati villaggi di pescatori lungo le coste che, tuttavia, non si addentrano mai nel cuore verde dell'isola.
Windy Isle:
anch'essa posta ad est dell'arcipelago, è l'isola più esposta all'oceano e per questo maggiormente battuta dal vento. La principale fonte d'energia è quella eolica, largamente sfruttata.
Slaves Isle:
a sud dell'arcipelago. E' dove che attraccavano le navi negriere e gli uomini catturati in Africa venivano rivenduti come schiavi. Nel corso del diciottesimo secolo Slaves Isle divenne un vero e proprio mercato di schiavi neri.
Città e popolazione:
L'arcipelago delle Kahiwa non ha, a conti fatti, centri urbani di spiccata rilevanza. L'unica città definibile tale è Safeport che, comunque, non supera i ventiseimila abitanti. La popolazione, composta perlopiù da bianchi e da afroamericani (questi ultimi presenti in una percentuale del 30 %, che supera invece il 70 % a Slaves Isle), si concentra nelle città principali di ciascuna isola (Safeport e Prentiss nell'isola principale, Leftwing Town a Golden Isle, Wind Bay a Windy Isle, Trade Park a Slaves Isle), tutte di modestissime dimensioni (eccezion fatta per Safeport, infatti, gli altri centri non superano i settemila abitanti ciascuno). Il resto degli abitanti è dedito perlopiù alla pesca ed è aggregato in piccoli villaggi costieri che non superano ciascuno i cinquanta individui che, comunque, fanno riferimento alle città per rifornirsi.
Le piattaforme petrolifere:
Le piattaforme petrolifere si distribuiscono lungo tutta la costa ovest dell'isola. Numerosissime e di proprietà di grandi industrie statunitensi, non apportano alcun tipo di beneficio agli abitanti delle Isole, costretti comunque a comprare a prezzo intero ciò che viene succhiato via dalla loro terra. Gli stessi lavoratori delle piattaforme non sono indigeni e, anzi, provengono tutti perlopiù dal New Jersey, lavorano e abitano sull'Isola, in grandi dormitori comuni con pochissimi servizi e lontani dalle città, cinque giorni a settimana, dopo i quali tornano alle loro case.