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Editoriale: “Arrivato famoso scrittore Eliphas Levi, alla stazione tentativo di sequestro.”

fotoSequestrato uomo innocente al posto di Levi, lo scrittore è in salvo e partono le ricerche.



Chi non conosce Eliphas Levi, grande scrittore e professore di Letteratura Moderna alla “Università di Montréal”. Il suo ultimo libro ha fatto scalpore negli altri stati d’america "Yellowknife l'isola dove i mutanti ed i sapiens vivono insieme" uscito da soli dieci giorni e già esaurito nelle maggiori librerie.

Per la presentazione di questo libro, il Daily Bugle aveva invitato il professor Levi qui a Manhattan curando conferenze ed incontri una volta arrivato qui. Ma il giorno del suo arrivo da lieto giorno di una grande mente è diventata una tragedia. Proprio io ero sono andato alla stazione, per accogliere l’uomo e accompagnarlo al suo Hotel. Tutto pareva andare bene, mentre sotto la pioggia attendevamo lo scrittore. Soltanto che un uomo, la cui somiglianza con Levi è eccezionale, si fa vicino a me. Io gli vado incontro, salutandolo come si conviene ed è stato allora che un energumeno fa si che l’uomo perda i sensi. Lo trascina verso un camion nero, con la scritta “Squee” e scompare, non prima di averci minacciato di morte in caso di qualche atto eroico. Nella tragedia c’è la fortuna che il vero Levi è stato da noi trovato e portato al sicuro, anche se questo fatto non sminuisce la gravità del reato. La polizia del NYPD si è attivata immediatamente e iniziano le ricerche del povero sosia malcapitato.


Chiunque sia, che si permette di intimidire la libera circolazione di idee e pensieri, qualsiasi essi siano e credi di farlo in questo modo, dovrò chinare il capo prima o poi.


Basta con queste minacce verso la carta stampata, i libri, le canzoni e le parole. Le idee non si schiacciano, non si calpestano, anche se vengono da mutanti. Perché il fatto che vengano da mutanti, non sminuisce certo il messaggio e questo che dovrebbe essere pensiero comune, mi pare ha bisogno di essere ribadito. Basta, con la rabbia e la violenza, così le parole è come gettarle nel fango. Basta con l’odio incondizionato, che porta solo al caos alla paura, alla morte. Che l’artefice di tutto questo sia una banda criminale, mafiosa, un mitomane, una branchia segreta del governo, un partito antimutante. Non lo so, non do la colpa precisamente a nessuno poiché ancora non ho prove per additare nessuno. Ma chiunque sia questo colpevole, si prostri davanti alla legge se ha un po’ di intelligenza. Da che ho preso questo giornale, mai ho usato l’editoriale per lanciare un mio messaggio. Ma ora ho scelto di prendere posizione e dire basta, qui, nello spazio dedicato alle parole dell’editore dico che è ora di finirla!


Leonard Colman

Nuovo scontro tra bande mafiose, te


Classico scontro tra bande al porto, pallattole e morti. Saltato copertura di un poliziotto

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Sembrano essere ormai all’ordine del giorno le lotte intestine tra bande o famiglie mafiose. In quest’ultimo episodio lo scontro è avvenuto tra la tristemente famosa “triade” cinese e la non meno nota mafia italiana. La colluttazione è avvenuta al porto ed è stata molto cruenta. Davanti il magazzino 21 c’erano due guardie di piantone appartenenti agli italiani, mentre gli altri crivellavano di colpi i cinesi all’interno.




Sette gli uomini della triade ritrovati uccisi dalla polizia, secondo la scientifica uccisi nello scontro con la banda italiana. Gli uomini che facevano da palo invece, sono stati uccisi da una ragazza che forse aveva dei complici. Non si comprende di che organizzazione facesse parte quest’ultimo gruppo, che appare sulla scena della sparatoria per un’ulteriore nota dolente. Difatti la giovane sconosciuta avrebbe sparato in pieno petto ad un agente infiltrato, quando questi non le aveva nemmeno puntato un arma.



Fortunatamente si è riusciti a fare un identikit, che con un approssimazione del 70% dovrebbe rappresentare il volto dell’omicida. Capelli castani e lunghi, alta più o meno un metro e settanta.



racconto il poliziotto Erik Sofex <>. Erik era in missione segreta, infiltrato da mesi nella banda e la missione era quasi al termine.



. Rammarico, dolore ed un tiro di sollievo in una rissa delle risse che ormai prolificano a più non posso nella grande mela. Un eroe comunque per il suo distretto, anche se gli è stato reso impossibile completare il lavoro.



I nomi dei mafiosi uccisi sono: Ch'un Pai Te Hu' po, Hua Fo, Ming Yun, Ou Hsiang Ti Kuo Te, gli altri giovani sono in attesa di riconoscimento.



Piange la comunità cinese americana, per questi altri suoi figli morti.

Leonard Colman