E' lei la responsabile dell’aggressione al poliziotto del porto.
Svoltosi ieri il processo verso la criminale, condannata con le attenuanti per la costituzione volontaria.

Si è conclusa in bene la storia della ragazza che ha sparato al poliziotto in borghese, in un magazzino del porto. Pare che dopo una fuga di qualche ora, la ragazza volontariamente si sia presentata alla stazione di polizia di New York, per fare ammenda delle proprie colpe. Subito è stata tradotta nella prigione di stato, dove è tutt’ora reclusa.
Pochi giorni dopo la giustizia si è pronunciata, il verdetto? Colpevole, la pena è attenuata però dalla spontanea resa della malvivente. Respinta però l’attenuante riguardo la legittima difesa, poiché l’agente in borghese, Erik Sofex, non assumeva alcun atteggiamento ostile nei confronti della McMahon.
L’incensurata responsabile del MIM se la caverà comunque con poco, essendo questo il suo primo reato. Le malelingue che vociferano della criminalità del movimento sono state smentite, il movimento mutante non c’entra niente con l’aggressione che tutta la comunità mutante condanna con sdegno. Di seguito riportiamo gli atti processuali ed il memoriale difensivo. Presto sulle pagine del Daily, l’intervista alla Mc Mahon.
Questa Corte dichiara l'imputata Angel McMahon colpevole dei reati di tentato omicidio e lesioni aggravate, non riconoscendo l'attenuante costituita dall'intento di legittima difesa, poichè l'atteggiamento della vittima, Erick Sofex non è stato in alcun modo equivoco o ostile nei confronti dell'imputata. La suddetta Corte riconosce altresì le attenuanti costituite dalla mancanza di precedenti penali dell'imputata, dalla situazione di forte tensione in cui si è trovata e dal fatto che si è consegnata spontaneamente alle autorità e ha collaborato con le autorità governative.
In base a quanto detto, la Corte condanna la sign.na
Angel McMahon a giorni tre di reclusione da scontare
nelle prigioni cittadine
Il giudice Enry Bennet
I giurati
Frank Elenson
William Forrester
Richard Morgan
Ellen Sunset
Kirk Ford
Veronica Illinson
Memoriale difensivo A. McMahon
Alla cortese attenzione del giudice Enry Bennet del tribunale di NY.
Presentiamo il seguente memoriale a questa corte, allo scopo di:
1) derubricare l'accusa di tentato omicidio a lesioni aggravate
2) presentare una nutrita serie di circostanze attenuanti di cui preghiamo questa corte di tenere conto
Per quanto concerne al punto uno, ci preme far rilevare che:
L'imputata non ha ne ha mai avuto nulla a che fare con fatti o eventi inerenti associazione mafiosa: la sua presenza sul luogo del crimine e' da ritenersi del tutto casuale.
L'imputata, come e'noto, e' un attivista politicamente impegnata per la difesa dei diritti dei cittadini americani mutanti: come da allegato (b) a questo memoriale (testimonianza spontaneamente resa ad agenti del governo), si trovava nella zona del porto allo scopo di tentare di prendere contatto con i mutanti noti alle cronache come Morlock, al fine di farli partecipi delle attivita' del movimento Mim dalla McMahon diretto e portarli ad una pacifica linea di condotta per le loro proteste civili.
- Come detto, l'imputata si e' venuta a trovare del tutto casualmente in un contesto evidentemente pericoloso: ricordiamo alla corte che, nei pressi del luogo del crimine contestato alla mcmahon era in atto una vera e propria mattanza, un regolamento di conti tra mafie. <br>
Risulta pertanto perfettamente comprensibile, data la situazione di rischio estremo, la reazione dell'imputata, dettata dal panico e dalla paura di venire, a sua volta uccisa da uno dei criminali che e' comprovato dai verbali stessi della polizia infestavano la zona portuale.
Se la reazione della McMahon può essere giudicata sproporzionata all'offesa, bisogna nondimeno tener conto che l'imputata non ha alcuna perizia con le armi da fuoco e non era dunque in grado di usare la propria con la precisione necessaria per risultare non letale: quello che questo collegio difensivo vuol sostenere e' quantomeno l'intento di legittima difesa che ha animato, in una situazione di concitato panico, le reazioni dell'imputata stessa.
- Ricordiamo inoltre come l'imputata non era, e non poteva, essere a conoscenza dell'identita' di agente di polizia della vittima.
A fronte di quanto sopra, chiediamo dunque di derubricare l'accusa di tentato omicido a lesioni <br><br>
Le circostanze attenuanti riguardanti la situazione di estremo pericolo sopra descritta potrebbero essere ritenute da questa corte equivalenti all'aggravante dell'uso di un arma da fuoco che configurerebbe il reato di lesioni aggravate: chiediamo dunque di non contestare tale aggravante.
Per quanto concerne il punto due, ci preme altresi' rilevare che:
- l'imputata si e' spontaneamente costituita poche ore dopo i fatti
- l'imputata ha reso pieno e sponteneo resoconto di quanto accaduto ad autorità governative