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Editoriale: Quando la libertà è un concetto oggettivo, al dialogo si sostituisce la minaccia

“Mr colman, sono molto deluso. Il tempo per il beneficio del dubbio, per le valutazioni, gli accertamenti, e' passato: e io non vedo una riga di spiegazione, ne nulla di quanto ho inviato al suo giornale. E' evidente che ha scelto di strumentalizzarlo e farne uno strumento non di informazione ma personale. E questo, Mr Colman, non le sara' consentito: non soffochera' la mia voce, ne privera' la gente della possibilita di sapere e scegliere liberamente. Glielo prometto. Cameron Reese”



Solitamente sapete non uso l’editoriale per scopi personali ma ecco la lettera giunta (senza indirizzo del mittente) proprio stasera nella redazione del Bugle, ecco le parole di Cameron Reese noto “paladino” dei mutanti. Perché quando la liberta diventa concetto oggettivo, al dialogo si sostituisce la minaccia. Bella scoperta, Mr. Colman. Ci sono morti nel cimitero di New York che testimoniano questo processo già avviato, morti perché facevano il proprio lavoro alle dipendenze di chi non la pensa come il signor Reese.



Eppure persone tanto democratiche dovrebbero chiedersi, ma perché l’editore del Bugle non ha permesso la pubblicazione di rivendicazione da parte dei Blood Angels? Perché, come dice per altro la lettera del “Paladino di Caino” io faccio informazione e non propaganda. Io ho il DOVERE di informare la popolazione che vi sono stati morti in un magazzino, gente che svolgeva il proprio dovere. Il dovere di informare che qualcuno, ancora una volta, è morto per l’imposizione e la prepotenza di qualcun altro.



Io ho studiato, sudato e lavorato per anni per informare e non dare voce a mere giustificazioni di assassini! Come non ho giustificato leggi che io, e soltanto io, non reputavo propriamente giuste. Allo stesso modo non reputo giusto utilizzare la vita degli altri come fosse la propria, di avere l’arroganza di gestire il bene ed il male come se si fosse Dio in persona. E sono io forse che voglio strumentalizzare il mio giornale?



Solo perché do informazioni generiche e di cronaca e non chiavi di lettura inviatemi da terroristi e scritte su una lettera anonima? E sono io che voglio soffocare voci o togliere la possibilità alla gente di scegliere liberamente? Eppure non mi pare sia io che mando lettere minatorie, eppure non sono io che uccido degli operai di un magazzino, eppure non sono io che voglio imporre la mia visione del mondo con la forza. Io lo faccio con la parola, caro Mr. Reese e sul mio giornale hanno trovato sempre voce tutti. Tutti coloro che hanno dimostrato di avere a cuore un ideale, portato avanti nella DEMOCRATICA E CIVILE maniera.



Perché quei morti ammazzati non avevano nulla a che fare con Gates o le leggi mutanti, con governi, senato o congresso. Perché sono stanco di sentir snocciolare la voglia di un paese civile, quando ci si comporta come barbari. Mi pare che molte volte ci si metta parole in bocca di cui forse, non si conosce bene il significato. Aggiungo inoltre che per ogni cosa pubblicata o non pubblicata sul mio giornale, io e soltanto io sono l’unico responsabile da cercare. Quindi se vorrà imbrigliarmi le mani, se vorrà cucire la bocca al Daily Bugle non deve far altro che venirmi a bussare a casa Mr. Reese e io sarò lì. Perché lei è vero, lei si può permettere di soffocare la mia voce e di privarmi della libertà di scegliere liberamente ciò che devo fare. Lei è addirittura al di sopra dei principi in cui le stesso crede, diritti che vuole riservati per se e per la gente ma di cui “gente come me” non può beneficiare. Perché ci si lamenta di leggi che privano cittadini di libertà e voi private delle libertà più grandi: la vita ed ora la libera espressione.



Perché ci lamentiamo che i mutanti, quelli che ogni giorno lavorano in questa grande città e che ogni giorno cercano di impegnarsi affinché la gente capisca che il loro è solo un dono meraviglioso, grazie a terroristi che sporcano i marciapiedi di sangue sono guardati a loro volta come terroristi.



Non rimpiango quindi, caro signor Reese, di non aver fomentato altro sangue. Questa nazione ne ha visto a sufficienza per anni e ancora piangiamo molte delle vittime passate.



Qualcuno quindi, predica bene e razzola molto male per buona pace di quelli che credono in ciò che va predicando.



Io continuerò a fare il mio mestiere, bene come lo ho sempre fatto, in base ai principi che mi sono sempre posto. Informazione scevra da qualsivoglia messaggio politico, ideologico o razzista. E sfido chiunque apertamente a sindacare il mio giornale di essere fazioso, perché ne vorrò le prove.



Io continuerò a fare ciò per cui vivo, scrivere quello che accade nel mondo e nella nostra città, ma non è scritto da nessuna parte che io debba trasmettere ridondanti messaggi terroristici. Perché ormai hanno capito tutti qual è il vostro messaggio e ognuno sa già da che parte stare; non sarà certo il mio giornale a far cambiare loro idea.



Quindi sono qui, a prendermi tutte le mie responsabilità editoriali e morali, ma io continuerò a lavorare con ardore e amore per questo paese, per la libertà e per la gente: sia mutante che umana, perché sia sempre libera di scegliere come crede, non dovendo vivere sempre con la paura di una pistola puntata alla tempia. Glielo prometto.



Leonard Colman