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Edizione del Giorno

<b>La nebbia di Manhattan</b><br><br>

Salve cari lettori,
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vi auguro, innanzitutto, con questo editoriale un felice anno nuovo. Un anno difficile è quello che ci siamo lasciati alle spalle, un anno denso di preoccupazioni e dolore. Di lacrime e di sangue, di distruzione e di sangue, sembra fosse vicina la fine del mondo.<br><br>

La nebbia del dubbio era calata su tutti, assieme alla confusione nata dai conflitti che come sempre portano mille voci, mille echi. La nebbia portata da chi fa di tutto perché le parole rimangano sussurrate nell’ombra, affinché le nostre paura diventino una spaventosa realtà.<br><br>

Un anno passato a guardarsi negli occhi e pensare, a chi devo credere? Chi dice il vero? Poche sono le cose che sappiamo del mondo, per poterci permettere di discernere.<br><br>

Così spero per voi tutti che questo sia un anno felice, un anno dove finalmente questa nebbia si dissolverà.<br><br>



Vi lascio con le parole di un artista religioso Ceco Sfekentov, sperando che siano di buon augurio e che possano giungere alle orecchie di chiunque sa veramente ascoltare.<br><br>



“Sopra un campo verde ho mosso ogni giorno i miei passi, dopo che l’angelo del Signore mi era apparso e mi aveva puntato il dito. Mi aveva giudicato servo di un mondo e per la stessa volontà di Dio mi chiuse gli occhi. Camminai nella valle senza più poter vedere, con le mie sole orecchie immerso nella nebbia. Quando i miei passi furono più confusi mi inginocchiai ed urlai al cielo.<br><br>

-Angelo del Signore, abbassa la tua spada e puliscila dal sangue. Ascoltami e consigliami, poiché non riconosco nemmeno più i miei passi-. Rimasi così, in ginocchio ogni giorno attendendo che l’angelo mi cercasse, così da poter liberarmi le orecchie dalle voci dei demoni.<br><br>

<div align="right"><font color=red><i>Leonard Colman</i></font></div><br><hr>

<b>LA PIOVRA COLPISCE ANCORA </b><br><br>

3 Gennaio 2008. Appena pochi giorni da Capodanno e già si registrano nuove aggressioni . L’ultima segnalazione arriva dall’Università di New York. Verso le 2.30 della mattinata di giovedì si è infatti svolta una nuova aggressione. Il mutante provvisto di tentacoli soprannominato dai tabloid “La Piovra” ha infatti tentato di aggredire il lunimare e preside Reeds. Fortunatamente al momento del fatto erano presenti un gruppo di X-Men che subito sono intervenuti a difesa del Rettore della facoltà di fisica dell’Università. Sebbene gli X-Men avessero come scopo la cattura della Piovra essi hanno prima aiutato il Preside a fuggire perché, come tengono sottolineare, la protezione dei civile è sempre al primo posto.<br>
Pare che la Piovra fosse fornita di quattro tentacoli perfettamente funzionanti, quindi si può supporre che sia riuscito a riparare quello danneggiato nel precedente scontro con la polizia.<br>
Una volta messo in salvo Mister Reeds gli X-Men si son trovati di fronte a un altro problema, infatti la Piovra per sfuggire alla cattura ha preso come ostaggio una giovane studentessa di cui si è fatto scudo sino a quando uno degli eroi mutanti della situazione è riuscita a portarla in salvo. <br>Sfortunatamente la cattura della Piovra non è stata portata a termine però l’aggressione si è conclusa senza feriti o vittime, sia il rettore che la studentessa non hanno riportato ferite considerevoli.<br>
L’aiuto della polizia è giunto in ritardo quando ormai l’aggressione era stata sventata .<br>
Mutanti o meno sembra che finalmente la città abbia un gruppo di eroi disposto a proteggerla. <br><br>

<div align="right"><font color=red><i>Maxin Gray</i></font></div><br><hr>

<b>AGGREDITO SPARTACO CAIO QUENT</b><br><br>

Se già si iniziava a nutrire una qualche speranza contro i criminali, forse ci siamo sbagliati.
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Intervista a Spartaco Caio Quent, aggredito durante una passeggiata al parco da uno sconosciuto.<br><br>

“Mi ha aggredito…ho tentato di difendermi, ma quello era... un carico merci.. aveva una mano grande.. credo più della mia testa. Mi ha quasi ucciso con un’altalena tramite forza centrifuga…”<br><br>

Queste le sue parole riguardo l’improvviso attacco, ma passiamo ai particolari.<br><br>



Shidou “Dove eri precisamente?”<br><br>

Quent “Passeggiavo e mi sono trovato all’altezza di un vecchio parco giochi. Mi é sembrato di vedere un’amica.. ci sono andato... ed é venuto sto carro armato vivente. Diceva che dovevo pagarla per qualcosa.. ma non ne ho idea, non darei mai fastidio ad uno cosí. C’ era anche un poliziotto. Piangeva..”<br><br>



S. “Poliziotto che piangeva? E perchè mai? Il poliziotto non ha fatto nulla per aiutarti?”<br><br>

Q. “Il poliziotto credo che stava lì al posto sbagliato al momento sbagliato... non é che piangeva.. piagnucolava, non aveva armi addosso. Era.. tenuto sotto mira da quella che pensavo fosse un amica... ma non l´ho vista di preciso, stavo tentando di non farmi ammazzare.”<br><br>



S. “Che ferite hai ricevuto precisamente?”<br><br>

Q. “Setto nasale rotto, qualche acciacco qua e lá, e pezzi di ferro dentro al ginocchio.. me li hanno levati oggi.. credo di essere andato in overdose di antidolorifici... Comunque credo di averlo azzoppato.. e credo anche che sia stato lo stesso aggressore a portarmi qui non saprei.. “<br><br>



Si ringrazia Mr. Quent per l’intervista e si spera che la prossima volta l’intervento della polizia non sia così inutile.

Hikaru Shidou