Trova:
Seleziona l'edizione
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226 227 228 229 230 231 232 233 234 235 236 237 238 239 240 241 242 243 244 245 246 247 248 249 250 251
Editoriale del giorno

Si può imprigionare l'innocenza?







La gaiezza e la dolcezza dell’età puerile, il bel divertimento dei soldatini e delle ore passate a fantasticare su disegni da completare e cartoni animati. Tutti così, più o meno, possiamo ricordare la nostra infanzia. Generazioni diverse, strade tortuose e percorsi di crescita così diversi ma l’innocenza foto dell’infanzia è cosa che accomuna le genti: i balocchi ed i regali da scartare, le risate e le prime parole, le piccole lacrime frutto di un capriccio ed i mille insegnamenti di chi la maturità l’ha acquisita con l’esperienza.

E quando, troppo spesso purtroppo, l’innocenza viene negata cosa facciamo? Ci indigniamo, urliamo e strepitiamo, puntiamo il dito contro chi vìola il candido frutto della prima età. Diverso trattamento merita un bambino mutante, costretto alla prigione? E’ pur vero, potreste dire, che un bambino con grandi poteri mutanti è pericoloso perché incapace di utilizzarli. Ma che insegnamento trae un bambino dalla prigionia, seppur con il massimo dei “confort” che essa può offrire? Non sarebbe più giusto insieme all’insegnamento della scrittura, del pensiero e dei normali rudimenti, insegnargli ad utilizzare il suo potere?
Non ci sono famiglie adatte a tale scopo, ne associazioni nel 2018 in grado di fare questo? Di far sentire un bambino mutante, amato, rispettato, coccolato, fargli capire che è un bambino come gli altri se non per questa sua peculiarità? Passando di mano in mano di agenti governativi, dietro sbarre, dentro un palazzo di cristallo cosa potrà mai pensare? Come potrà crescere se non sentendosi un diverso ed una minaccia?
Cos’è in grado di fare è top secret, ma qualunque potere egli abbia non può l’amore insegnargli a dominarlo e non è l’odio che gli si dimostra a spingerlo ad utilizzarlo in modo errato?
Su questo, oggi, vi spingo a riflettere. Non ho risposte da darvi, io non ne sono in grado e non è nemmeno il mio mestiere. Vi espongo i fatti e siate voi a darne le giuste conclusioni






Leonard Colman

Morte di un terrorista o vittima della società?



Poche parole voglio spendere in questo mio spazio particolare, per darvi la notizia della scomparsa di Onimae Mashima. Molti di voi lo conoscono come terrorista, io l’ho conosciuto come uomo e di questo vi voglio parlare. E’ stato uno dei poliziotti migliori che questa città abbia mai avuto, dallo spirito tenace come gli eroi della sua terra, dai saldi principi e dallo spirito buono.

Un giorno si è trovato tradito dai suoi stessi amici, braccato ed imprigionato perché era un mutante. Io ricordo di lui, solo che era un amico uno dei più veri che abbia mai avuto. Trovato solo, minacciato da leggi costrittive e da persone che invece che tendergli la mano, lo additavano come mostro. Ricacciato da qualunque cosa, si è trovato costretto a trovare consenso laddove non sarebbe mai voluto arrivare.

foto Chi è allora l’assassino, chi è il terrorista? Chi ha costretto un ottimo cittadino ed un ottima persona a percorrere la via dell’illegalità o chi ha cercato una strada per non sentirsi oppresso ed emarginato?

Non lo discolpo per ciò che ha fatto, a questo punto sarebbe anche inutile ed ipocrita, ma come vi sentireste se vi togliessero il lavoro, gli amici, una vita normale perché siete un mutante quando vi buttano in cella come un criminale e fino a qualche minuto prima voi avevate rischiato la vita per combattere la criminalità?

Io non godo della morte di un terrorista, io piango la morte di un amico leale e dovreste farlo anche tutti voi e domandarvi: chi è l’assassino?


Leonard Colman