
La polizia di New York: uomini che da One Police Plaza rischiano ogni giorno la vita per "proteggere e difendere", esattamente quel che il loro motto prescrive. Abbiamo intervistato Mark Terry, uno dei detective di punta del Nypd. Ha accettato di parlare con noi, e lo abbiamo posto davanti ad alcuni temi cari a molti cittadini: la sicurezza, il problema mutante, come porre fine all'ondata criminale che ha travolto le nostre strade negli ultimi mesi.
Ma prima di tutto,gli abbiamo chiesto di raccontarci cosa significa essere un poliziotto a New York, quali stimoli e quali spinte portino un uomo a compiere una simile scelta: l'omone, grande grosso e dagli occhi buoni, ci ha risposto:
"Innanzitutto sono fiero di essere ritenuto, dopo un tempo relativamente breve, uno degli elementi di spicco del dipartimento e la ringrazio per questa opportunità di raccontare ai cittadini di NY la nostra dura ma appagante vita.
Le dirò, io posso ritenermi un caso a parte, la mia vita, dal raggiungimento della maggiore età è stata dedicata completamente a questo lavoro, dapprima nel dipartimento di Miami, poi, solo dopo vent’anni di servizio lì, nel NYPD. Credo che il basilare motivo che induce volonterosi ad aderire alla nostra causa, sia principalmente un fatto di altruismo ed abnegazione unici al mondo, l’orgoglio di rischiare la propria vita per i nostri concittadini, l’orgoglio di lottare ogni giorno la nostra quotidiana battaglia contro la malavita, l’orgoglio di storpiare sul nascere le iniziative della sempre più numerosa criminalità organizzata, l’orgoglio di rendere la vita migliore e più sicura all’interno della città, in definitiva, l’orgoglio di contribuire alla creazione di un mondo migliore. Credo questo sia ciò che accomuna un po’ tutti noi “ piedipiatti ” e credo che scaturisca proprio da questo la bellezza del nostro mestiere.
Curiosi di sapere cosa pensa il detective Terry del problema criminalità in città, gli abbiamo domandato un opinione, sia sulla situazione attuale che su quanto, secondo lui, andrebbe fatto per rendere sicure le strade di New York:
"Quello che ha appena attraversato la città di NY è, come di certo saprete, un periodo effettivamente molto delicato, nel quale una sempre crescente criminalità organizzata ed un terrorismo composto da esaltati che utilizzavano nel peggior modo possibile il loro dono, i poteri che gli sono stati dati dalla nascita e non, facevano un po’ da padroni, sovrastando di ben più di una spanna la polizia e gli enti militari e governativi che non sapevano come arginare questa straripante situazione.
Questo è dato di fatto, ma ad oggi possiamo affermare con una certa sicurezza che quel periodo di buio, in cui i cittadini rischiavano di giorno in giorno la loro vita nelle strade di New York, è acqua passata. Con un colpo di coda effettuato soprattutto grazie proprio alle doti dei nostri agenti e di chi con buona volontà si è proposto di darci una mano, siamo riusciti a prendere tra le mani la situazione.
Certo, se volete che vi assicuri che non si presenteranno più situazioni spiacevoli come accadute in passato, beh questo non posso farlo, ma vi posso assicurare che il corpo di polizia darà la vita, come d’altronde ha fatto anche nei mesi precedenti, ma con un approccio al problema che è evidentemente risultato completamente sbagliato, affinché i nostri cittadini possano godere di un’esistenza pacifica e di convivenza cordiale."
Chiaro ottimismo nelle parole di Terry, che pare in effetti fiducioso sul futuro, forte degli ultimi fatti di cronaca che sembrano aver segnato un cambio di tendenza nel modo di affrontare il problema: piu' fatti, meno chiacchiere, pare voler dire il gigantesco tutore dell'ordine:
"Sicuramente e come già da miei colleghi e dallo stesso Capitano è stato annunciato, uno stretto giro di vite. Esempio clamoroso quello di Benjamin Lochsley, con cui ho avuto occasione di parlare di persona ed i cui ideali non erano del tutto errati. Fatto sta che viveva nell’illegalità, era completamente contro la registrazione. Questo complicava la vita a tutti, a noi, a lui, nonostante magari cercasse un compromesso per dare una mano alla comunità. Beh, questo compromesso lui l’ha trovato, questo compromesso, è la registrazione.
Colgo l’occasione per esortare chiunque non l’abbia già fatto, a volere la registrazione e dico che essa non è tesa a contenere l’altrui libertà, essa è simbolo di legalità, è simbolo di altruismo, perché chiunque si registri è partecipe del lavoro che noi stiamo facendo a favore dell’intera popolazione, indipendentemente dal colore dalla forma o dalla struttura del dna."
Così ha concluso la nostra chiacchierata con noi Mark Terry, con un appello ad ua legge molto discussa, ma sicuramente volta al mantenimento dell'ordine e alla gestione di un problema che è e rimane, obbiettivamente complesso.
Robert Green